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Fernando Botero |
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E DIETETICA prima infanzia prima infanzia proseguimento ed altri alimenti per lo svezzamento prima infanzia (altri) prima infanzia per la prima infanzia prima infanzia prima infanzia (altri) A DIETE SPECIALI a diete speciali proteine del latte enterale a base di soja diversi dal latte contro il vomito contro la diarrea a diete speciali (altri) E/O APOSODICI e/o aposodici e/o aposodici e/o aposodici (altri) SENZA GLUTINE Fette biscottate Grissini senza glutine senza glutine senza glutine (altri) PER DIABETICI Fette biscottate Grissini per diabetici per dietetici (altri) ALIMENTARI alimentari: Tutti Compresse/Capsule Perle/Tavolette Polveri Granulati Bevande Barrette Olii alimentari (altri) Propoli/Pappa reale |
Gli italiani vogliono sapere cosa mangiano e per questo motivo il 69,8% vorrebbe più informazioni sui prodotti che acquista e oltre il 66% dichiara di leggere le etichette degli alimenti sempre o qualche volta. Diffidenti nei confronti dei cibi transgenici e sempre più attenti ai prezzi dei prodotti alimentari, senza però dimenticare che mangiare è pur sempre un piacere. E’ il ritratto degli “Italiani a tavola” emerso da due sondaggi di ricerche e di mercato Format per il settimanale “Salute - La Repubblica”. L’Italia della forchetta diventa sempre più selettiva ed esigente: secondo le indagini a far paura è l’Ogm, evitato con cura dal 67,1% degli intervistati. E ancor di più i cibi contaminati che generano preoccupazioni nel 74,6%. Oltre il 35% controlla le porzioni, il 27,5% limita l’uso del sale, il 24,1% dei superalcolici, mentre il 40% si cura della qualità e della quantità di grassi e zuccheri consumati. I due sondaggi parlano chiaro: il Belpaese risulta di essere attento al patrimonio cibo. Ma non è solo una questione di qualità. Anche i prezzi dei cibi stanno diventando un problema sempre più sentito, ci sta attento il 13.3% del campione. Una percentuale in aumento rispetto all’8,4% del 2006. mentre c’è addirittura chi denuncia di avere avuto negli ultimi mesi problemi economici negli ultimi mesi (24,2%). Un problema non da poco anche se, alla fine, ad avere la meglio è il bisogno di star bene che influisce sulle scelte alimentari del 43,1% degli intervistati. Più della metà degli italiani (54%), d’altra parte, mette in relazione il cibo con il benessere. (Sal/Pn/Adskronos) Se è vero che le difficoltà economiche intervengono nelle scelte sugli acquisti per i bisogni primari allora vuol dire che la crisi economica sta investendo più persone di quanto si pensasse. Queste difficoltà nell’acquisto riguardano in particolare le famiglie numerose, con bambini oppure con anziani a carico e le famiglie monoreddito. Le difficoltà nel fare la spesa si ripercuotono inevitabilmente anche sulla qualità dei prodotti che arrivano sulla tavola. Si scelgono alimenti a più basso costo, indipendentemente dal rapporto nutritivo di cui si ha bisogno. Inoltre, si prediligono punti vendita economici, ad esempio discount, a quelli che forniscono prodotti di maggiore qualità, ma a prezzo più alto. Tuttavia, “il basso prezzo di un prodotto non è da mettere in relazione con la qualità del prodotto stesso” (AGI). L’importanza data dagli italiani all’etichettatura di origine, rimarcata dal movimento “Difesa del cittadino”, che ha condotto un’indagine campionaria, realizzata dall’Ipsos evidenzia che per il 96% del campione , l’indicazione dell’origine è molto o abbastanza importante ai fini della sicurezza alimentare. In particolare, il 45% degli italiani controlla sempre l’etichetta di origine ed il 27% lo fa spesso. Emerge comunque il desiderio di sicurezza e qualità dei prodotti. Lo confermano i dati sulla disponibilità a spendere di più; l’86% degli intervistati si dichiara disposto per un prodotto italiano, ed il 78% per un DOP; e anche il biologico riesce ad incrementare la disponibilità a spendere di più rispetto al 55% del campione. Vai alla pagina Archivio |
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